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Il teatro sociale e femminista nel fondo di Saviana Scalfi
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- DescrizionePer Saviana Scalfi (Milano 3 ottobre 1938- Roma 17 novembre 2020) il teatro ha da sempre uno stretto rapporto con la società contemporanea in ogni tempo, e dev'essere capace di rappresentarne, nelle sue forme e con il suo linguaggio, le contraddizioni, il nuovo che si presenta, di denunciarne ritardi e squilibri. Fra le sue esperienze, due hanno costituito pietre miliali del suo percorso di artista e della storia del teatro italiano. Dopo l’esperienza della fondazione del Teatro di Centocelle con Dacia Maraini e Bruni Cirino, nel 1973 Saviana Scalfi, insieme a Dacia Maraini, Edith Bruck, Adele Cambria, Giuliana Morandini, Lù Leone, Annabella Cerliani, Cristina Mascitelli, Rita Picchi, fonda il Teatro La Maddalena a Roma, primo teatro femminista in Italia. Scalfi è protagonista dello spettacolo di inaugurazione de La Maddalena, in Mara Maria Marianna di Dacia Maraini, Edith Bruck, Maricla Boggio e dei successivi Uguaglianza e libertà di Annabella Cerliani, ed Ecce Homo di Barbara Alberti. Nel 1978 fonda il Collettivo Isabella Morra, di cui sarà per oltre trent’anni impresaria a tutto tondo: direttrice artistica, attrice, regista e legale rappresentante. Da quel momento la vita artistica di Saviana Scalfi si evolve e progredisce insieme con il Collettivo. Ricoprendo tutti questi ruoli, Scalfi arricchisce la ricerca di testi nuovi che affrontino con un’ottica femminile la “tragicomicità” del vivere, in cui le donne siano protagoniste della storia o della situazione che si rappresenta in scena. Diceva: «Volevo fare un teatro che rispecchiasse la ricchezza e le novità culturali che le donne esprimevano nella società, un teatro in cui le donne fossero protagoniste ideologiche, si rappresentassero in prima persona, denunciassero i loro problemi, le difficoltà, le contraddizioni senza piangersi addosso».
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