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Fucina Campidoglio
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Archivio Digitale MAUtorino  L’Archivio MAU nasce nel 2011, in forma unicamente digitale, per raccontare attraverso immagini e documenti la storia dell’attività del nucleo museale formatosi dal  1995 e gestito dall’associazione culturale di promozione sociale MAU (diventata associazione autonoma nel 1999);  e del Borgo Campidoglio, che ospita le ormai oltre 170 opere murali all’aperto di questo museo di arte urbana riconosciuto dalla Città di Torino, esempio unico di museo di arte contemporanea all’aperto che racconta attraverso le sue opere di grandi dimensioni 20 anni di arte in Italia, fino all’attuale avvento della street art e oltre. https://archiviomautorino.wordpress.com/archivio-mautorino/Situato in una zona semicentrale di Torino, il Borgo Campidoglio nasce nel 1853 come quartiere operaio, poco oltre la cinta daziaria dell’epoca e, in quel periodo, era un territorio adibito alla coltivazione agricola e al pascolo. Uno dei propietari di campi era tal Doglio, dal cui cognome potrebbe derivare il nome del Quartiere.  Tale nome fu, in passato, poco utilizzato, probabilmente soltanto per distinguere questa zona sia dalla vicina borgata Parella, sia dall'antico borgo del Martinetto, oggi quartiere San Donato, nome dato a causa dei martinetti idraulici per il pompaggio dell'acqua dal vecchio canale Ceronda (oggi inesistente), usato per i vecchi mulini Feyles che si trovavano nell'attuale sito di Corso Tassoni, 56.  Specialmente nel XVI secolo, fu utilizzato, sebbene poco frequentemente, anche il nome di "San Rocchetto", quindi anche di "Barriera di San Rocchetto", probabilmente per l'esistenza di un'antica cappella votiva dedicata a San Rocco, situata probabilmente nei pressi di Via Colleasca. Il nome "Campidoglio" riapparve poi dopo l'abbattimento della cinta daziaria occidentale, dalla seconda metà del XIX secolo circa, quando cominciò a svilupparsi una vera e propria piccola borgata a sé, ricca di artigiani ed operai. L'antico corso Altacomba diventò corso Svizzera, mentre la "strada antica per Collegno" diventò l'attuale via Nicola Fabrizi. Il borgo si ampliò ancora nel XX secolo, con l'avvento di nuovi caseggiati, il teatro cinema Savoia (poi Astra) di via Rosolino Pilo 6, nuovi palazzi e piccole fabbriche, come la "Ratti & Paramatti" vernici.Il territorio della Parrocchia Sant'Alfonso, prima della costruzione della chiesa, era sottoposto alla cura pastorale dei sacerdoti di Pozzo Strada. La Fondazione della nuova chiesa è dovuta alla concomitanza di due fattori, il primo coincidente con la volontà della popolazione di un borgo di riconoscersi in una comunità, il secondo è rappresentato dalla volontà di un uomo, il Teologo Domenico Bongioanni, allievo di don Bosco, che seppe raccogliere intorno al progetto tutte le energie disponibili impegnandosi soprattutto in prima persona. Il 13 novembre 1898 il Teologo Domenico Bongioanni fece il solenne ingresso come Parroco. Quelli che seguirono furono anni di intenso dinamismo pastorale: curare le rifiniture della chiesa, cercare i fondi con cui pagare i fornitori e i debiti, avviare il funzionamento della comunità parrocchiale,  sostenere l’Asilo Verna (fondato nel 1897).
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