- Descrizione
Il partire da sé, insieme alla presa di parola dei soggetti subalterni cui è sempre stata negata, è il fondamento di ogni prassi politica che voglia sovvertire le forme di oppressione. Porpora Marcasciano, «archivio vivente» del movimento trans italiano, parte da sé e dalle sue compagne per tramandare la storia delle lotte, individuali e collettive, per rivendicare la propria identità.
Tra le rose e le viole – libro seminale per questo percorso, introvabile da anni e ora in una nuova edizione riveduta e corretta – ricostruisce la caleidoscopica storia trans attraverso la voce delle protagoniste. Dieci interviste, dalle prime pioniere fino a più giovani esperienze sulla soglia del nuovo millennio, compongono la cronologia di cinquant’anni di battaglie.
La difficoltà di essere costrette alla clandestinità e alla prostituzione, i soprusi delle forze dell’ordine e la discriminazione, si mescolano alla gioia del creare reti e legami di solidarietà in un percorso di conquiste esistenziali e politiche. La dimensione intima del memoir si affianca alla denuncia sociale di chi combatte per essere sé stessa, fuori dall’imposizione di una presunta norma propagandata come “naturale”, rivendicando il diritto a non essere normali.
Al termine dell'incontro verrà proiettato dal vivo e trasmesso in streaming il cortometraggio Divieto di transito firmato da Roberto Cannavò.
Dalle sue radici nel sud Italia all'approdo a Bologna, la leader del movimento trans italiano Porpora Marcasciano rivive la scoperta di sé, tra identità negata e battaglie per i diritti.
Uno studio (in forma di intervista) sul personaggio di Porpora, Divieto di transito punta l'attenzione su un aspetto più intimo della sua vita e sulle discriminazioni che una persona transessuale subisce quotidianamente. Ha detto a riguardo il regista: «Il materiale video d’archivio fornito da Porpora ha permesso una commistione magica tra immagini di repertorio e riprese live. Per questo in un certo senso mi piace immaginare Porpora come un’inconsapevole “operatrice video”, le cui riprese hanno atteso tutti questi anni prima di confluire in un’unica opera.»